Il WoPa – Workout Pasubio (ex Officine Manzini) si trova nel quartiere San Leonardo di Parma, in una posizione strategica tra il centro storico e la stazione ferroviaria. Frutto della prima espansione industriale della città nel Novecento, il complesso conserva ancora oggi un forte valore storico e identitario, legato alla memoria produttiva e al patrimonio architettonico parmigiano.
Alla fine del 2023, il Comune di Parma ha avviato un articolato processo di riqualificazione dello spazio WoPa, compiendo una scelta chiara: non trattarlo come un semplice episodio di archeologia urbana, ma riconoscerlo come una risorsa simbolica e materiale su cui costruire nuove forme di sviluppo comunitario.
Il WoPa viene così ripensato non solo come spazio fisico da recuperare, ma come infrastruttura civica capace di attivare relazioni, generare valore pubblico e orientare il futuro della comunità. L’obiettivo è creare uno spazio civico aperto, con una nuova funzione produttiva di tipo artistico-culturale, in dialogo con il quartiere San Leonardo e con l’intera città, e con una particolare attenzione alle giovani generazioni.
Per dare forma a questa visione, l’Amministrazione ha scelto lo strumento della co-programmazione, adottando un approccio di amministrazione condivisa fondato sulla collaborazione con il Terzo Settore, sulla fiducia reciproca e sul principio di sussidiarietà orizzontale. Un percorso corale e inclusivo, pensato per costruire insieme bisogni, interventi e risposte e per rendere il WoPa un luogo vivo, generativo e riconosciuto come bene comune urbano.

Dalla co-programmazione alla visione condivisa
Il percorso di co-programmazione, avviato nel 2023, ha coinvolto decine di organizzazioni provenienti da ambiti diversi (cultura, sociale, giovani, lavoro, ambiente). Non si è trattato di raccogliere proposte isolate ma di costruire un linguaggio comune, capace di tenere insieme differenze, aspettative e prospettive.
Questo lavoro condiviso ha condotto a un esito chiave: il riconoscimento del WoPa come infrastruttura civica e non come semplice spazio polifunzionale. Un luogo pensato per generare valore pubblico, relazioni e opportunità, a partire dai bisogni del territorio.
Dal confronto sono emerse quattro direzioni condivise che definiscono l’identità del WoPa come:
- luogo della cultura e della creatività giovanile
- luogo abilitante al lavoro
- luogo dell’aggregazione e della socialità
- luogo flessibile e polivalente capace di accogliere usi diversi senza perdere coerenza.
Il report finale del procedimento di co-programmazione e gli atti di indirizzo della Giunta comunale hanno inoltre riconosciuto in modo esplicito che:
- la valorizzazione del WOPA ha un carattere strategico per l’intera città
- la collaborazione tra pubblico e privato sociale è un elemento fondativo per garantire continuità ed efficacia all’iniziativa
- il Comune di Parma intende sperimentare modelli avanzati di amministrazione condivisa, ispirati alla logica della co-produzione di valore civico.
Il percorso, che ha coinvolto l’amministrazione comunale procedente e 37 organizzazioni dell’Economia Sociale, si è articolato in un evento pubblico di presentazione, 5 tavoli di co-programmazione (laboratori) e 3 sub-procedimenti (una procedura innovativa che ha permesso di raccogliere il punto di vista e le proposte di soggetti diversi dagli ETS partecipanti).

Oltre all’avviso: tenuta del processo e apprendimenti
Un elemento di apprendimento rilevante del percorso riguarda ciò che è accaduto immediatamente dopo la co-programmazione. Il successivo avviso di co-progettazione promosso dal Comune di Parma, pur fondato sugli esiti del lavoro condiviso, non ha raccolto candidature ed è andato deserto. Un passaggio che ha reso evidente come i processi di amministrazione condivisa, anche quando costruiscono visioni solide e partecipate, non siano mai automatici né lineari: l’assunzione di responsabilità nel tempo, la sostenibilità organizzativa ed economica e la capacità di reggere un orizzonte lungo rappresentano soglie reali. Proprio in questo momento, tuttavia, un gruppo di Enti del Terzo Settore che avevano partecipato alla co-programmazione ha scelto di non interrompere il dialogo, inviando una lettera all’Amministrazione per manifestare l’interesse a proseguire il confronto. Un segnale importante: la co-programmazione non aveva prodotto solo indirizzi e documenti ma relazioni e fiducia sufficienti a tenere aperto il dialogo. È qui che emerge un apprendimento chiave del percorso:
l’amministrazione condivisa non semplifica la complessità, ma la rende governabile, a condizione di essere sostenuta da metodo, tempi adeguati e una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti.
Dare continuità alla visione: sostenibilità e attivazione delle risorse
Dal confronto emerso nella co-programmazione, uno dei temi centrali è stato quello della sostenibilità del compendio, in termini di risorse economiche, organizzative e umane. In una fase in cui il successivo avviso di co-progettazione non ha prodotto esiti immediati, il Comune di Parma ha scelto di presidiare questo passaggio per creare le condizioni per dare continuità alla visione condivisa.
In questa direzione, nel 2024 il Comune di Parma ha partecipato al Bando ANCI Spazi Giovani under 35 con il progetto “Giovani al centro”, per tradurre in azioni uno degli assi emersi dalla co-programmazione: il protagonismo giovanile come elemento strutturale del WoPa. Il progetto, finanziato con 350.000 euro di risorse nazionali e 200.000 euro comunali, ha attivato una rete di realtà giovanili. A regime, gli spazi diventeranno la Youth Station: un hub stabile di partecipazione, produzione culturale e dialogo intergenerazionale, connesso al percorso di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027.
Parallelamente, il Comune ha partecipato al Bando PAT.T.O. per il Territorio” (PATrimonio, Territorio & Opportunità) di Fondazione Cariparma con il progetto “Dalla fabbrica alla comunità: Wo.Pa. motore di cambiamento”, risultato aggiudicatario. Anche in questo caso, la scelta nasce in continuità con gli esiti della co-programmazione e con la volontà di dare solidità e prospettiva al percorso, affrontando in modo esplicito il tema della sostenibilità del compendio. Il progetto prevede un investimento complessivo di 650.000 euro, di cui 500.000 euro finanziati dalla Fondazione e 150.000 euro di cofinanziamento comunale, ed è orientato a completare la rifunzionalizzazione degli spazi e a utilizzare la trasformazione fisica come leva di community building. Non un intervento edilizio fine a sé stesso ma una scelta finalizzata a restituire al quartiere San Leonardo un presidio di prossimità e alla città un grande spazio civico urbano.
In coerenza con la visione emersa nella co-programmazione, il WOPA viene così rafforzato come luogo di abilitazione al lavoro, partecipazione, sperimentazione culturale e sociale e sostenibilità, con particolare attenzione al protagonismo giovanile e all’inclusione delle persone in situazione di fragilità. In questo quadro, Social Seed è stata individuata come advisor strategico, con il compito di accompagnare il progetto nella definizione degli obiettivi di cambiamento, nella costruzione del sistema di valutazione di impatto, nel coinvolgimento degli stakeholder e nella predisposizione di modelli di sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Quando il territorio si assume una responsabilità
In questo contesto, gli stessi soggetti che, dopo l’esito infruttuoso dell’avviso di co-progettazione, avevano inviato una lettera al Comune per manifestare la volontà di proseguire il dialogo, hanno scelto di fare un passo ulteriore, presentando una proposta di co-progettazione su iniziativa di parte, con EMC2 Cooperativa Sociale come capofila.
L’istanza si richiamava agli esiti della co-programmazione e interpretava il WoPa (ribattezzato “Manzini OFF”) come luogo multifunzionale e innovativo, capace di offrire alle giovani generazioni (con attenzione alle fragilità) uno spazio fertile per sviluppare proposte, iniziative e percorsi di autonomia. L’obiettivo è costruire soluzioni inclusive e interconnesse, in dialogo con il Terzo Settore già attivo nel quartiere San Leonardo e con soggetti profit interessati a contribuire allo sviluppo del compendio.
La proposta nasce da un percorso di confronto tra Enti del Terzo Settore coinvolti nella co-programmazione, altri soggetti non profit intercettati successivamente e realtà imprenditoriali, e si colloca in un orizzonte di sostenibilità economica di medio periodo. Fa propri i principi dell’innovazione e dell’economia sociale, nel quadro normativo del Codice del Terzo Settore e della normativa regionale sulla sussidiarietà orizzontale.
Il partenariato promotore si distingue per la complementarità delle competenze, riunendo soggetti attivi nei campi delle politiche giovanili, della cultura, dell’inclusione sociale, della formazione e della produzione artistica, molti dei quali già radicati nel tessuto cittadino. Alla base della proposta vi è una visione del WoPa come spazio dinamico e in continua evoluzione, aperto al quartiere, alla città e a una dimensione europea, fondato su formazione permanente, cultura del lavoro, sostenibilità ambientale e produzione culturale come strumenti di coesione sociale.
In questa prospettiva, il soggetto promotore si propone di gestire direttamente le funzioni amministrative, tecniche e operative del compendio, affiancando alla gestione degli spazi attività di formazione, laboratori socio-occupazionali, promozione dell’autoimprenditorialità e coordinamento delle iniziative culturali e comunitarie. Non come gestione chiusa, ma come piattaforma abilitante, capace di tenere insieme “saper fare” e “saper essere”.
Gli esiti della co-progettazione: dalla visione al patto operativo
A seguito della proposta su iniziativa di parte, il Comune di Parma ha avviato il procedimento di co-progettazione. All’avviso hanno partecipato esclusivamente i soggetti promotori dell’istanza, già coinvolti nel percorso precedente: un esito coerente con la natura del processo, che ha privilegiato la responsabilità maturata lungo la co-programmazione rispetto a una logica concorrenziale.
Il percorso di co-progettazione ha permesso di tradurre la visione condivisa in scelte operative e regolative, confermando il WoPa come infrastruttura civica unitaria. Le diverse azioni vengono integrate all’interno di un disegno complessivo evitando frammentazioni e sovrapposizioni.
Un esito centrale riguarda il ruolo della Pubblica Amministrazione che resta attore attivo del progetto: presidia tempi e risorse, governa la complessità legata alla consegna progressiva degli spazi, concorda con gli ETS elementi di flessibilità nella durata della convenzione e garantisce il rispetto dell’interesse generale. La co-progettazione non riduce il ruolo pubblico ma lo ricolloca come funzione di indirizzo, monitoraggio e accompagnamento.
I tavoli hanno affrontato in modo esplicito il tema della sostenibilità economica, lavorando su un modello ibrido che combina contributi pubblici, risorse da bandi, attività economiche e capacità di autofinanziamento, con una progressiva riduzione del sostegno comunale nel medio-lungo periodo. La sostenibilità non viene assunta come dato iniziale, ma come costruzione progressiva, supportata da strumenti di controllo di gestione, scenari differenziati e piani di sviluppo realistici.
La co-progettazione ha inoltre definito un patto regolato e verificabile, fondato su una governance multilivello, tavoli di coordinamento periodici pubblico-privato, sistemi di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale e generazionale, e meccanismi di rendicontazione semplificati ma rigorosi. La convenzione diventa così non un atto di affidamento, ma uno strumento di co-produzione di valore pubblico, capace di adattarsi nel tempo senza perdere coerenza.
In questo senso, la co-progettazione rappresenta l’esito maturo di un percorso iniziato con l’ascolto: non la fine del processo, ma la soglia attraverso cui una visione condivisa si trasforma in responsabilità istituzionale condivisa.

Il ruolo di Social Seed: accompagnare processi complessi
In tutto il percorso, Social Seed ha svolto un ruolo di accompagnamento strategico e di garanzia del metodo, affiancando l’Amministrazione e i soggetti coinvolti nelle diverse fasi del processo.
In particolare, Social Seed ha contribuito a:
- progettare e facilitare i momenti di confronto tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore e altri attori del territorio
- tradurre visioni e contributi eterogenei in quadri di senso condivisi
- accompagnare i passaggi più delicati (dalla co-programmazione alla co-progettazione)
- supportare la costruzione di modelli di governance, sostenibilità e valutazione dell’impatto
- mantenere coerenza tra obiettivi, strumenti e responsabilità nel tempo.
Un ruolo non orientato a “produrre soluzioni” ma a rendere praticabile la complessità affinché le scelte restassero condivise e capaci di reggere anche nei momenti di incertezza.

IL WoPa come infrastruttura civica in divenire
Il percorso del WOPA mostra come la rigenerazione urbana, quando è affrontata come processo pubblico e condiviso, non produca soluzioni immediate, ma condizioni durevoli. Condizioni che permettono a una comunità di attraversare fasi di incertezza, di ricalibrare strumenti e di trasformare gli ostacoli in occasioni di apprendimento.
La co-programmazione ha costruito una visione comune. Le frizioni successive ne hanno messo alla prova la tenuta. L’attivazione di risorse, l’assunzione di responsabilità da parte del territorio e la co-progettazione hanno tradotto quella visione in un patto istituzionale che si propone di reggere nel tempo.
Il WoPa non nasce così come progetto concluso ma come infrastruttura civica in divenire: uno spazio pubblico che evolve insieme alla comunità che lo attraversa, che integra politiche, soggetti e risorse diverse, e che si misura non solo per ciò che ospita ma per le relazioni, le competenze e le opportunità che rende possibili.
È in questa prospettiva che il WoPa si configura come bene comune urbano: non perché definito una volta per tutte ma perché continuamente costruito, attraverso responsabilità condivise, metodo e fiducia reciproca.
Durata:
2023 – 2025
Cliente:
Comune di Parma | Politiche giovanili