Il Budget di Salute (BdS) non è un semplice strumento di sostegno, ma una vera e propria filosofia di cura che rimette la persona al centro attraverso dei piani individuali su cui convergono diversi finanziamenti, strumenti e risorse.
A Bologna, questo modello ha radici profonde: nato nel 2010, è evoluto nel tempo passando da una prima sperimentazione intradipartimentale (2014-2018) fino all’estensione agli enti locali e al Terzo Settore dal 2019. Le sfide aperte sono però ancora diverse: la collaborazione tra enti diversi (servizi sociali e sanità), la collaborazione aperta con il terzo settore, il coinvolgimento di altri attori territoriali, come le imprese dove fare inserimento lavorativo e le fondazioni.

Dalla visione al percorso di co-programmazione
In un momento storico cruciale segnato dal rinnovo degli accordi metropolitani e in vista della scadenza dell’appalto a fine 2025, l’Azienda USL di Bologna ha dunque deciso di perfezionare il BdS avviando un percorso di co-programmazione con l’obiettivo di rivedere obiettivi, direzioni strategiche e bisogni cui rispondere, in ottica di collaborazione strategica con gli ETS.
Questo percorso di revisione e riorientamento (già in corso con le ricerche dell’Istituto G.F. Minguzzi, e con il processo sulle Linee di indirizzo tra AUSL e Città Metropolitana di Bologna) si è sviluppato attraverso tappe progressive insieme agli attori già coinvolti e ad altri potenziali interlocutori:
- una prima fase propedeutica tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025 con laboratori esplorativi e otto focus group distrettuali per mappare i nodi critici e le sfide aperte su cui co-programmare tra Servizi Sociali del territorio e Dipartimento AUSL Bologna
- il successivo avviso pubblico e percorso di co-programmazione che ha visto la partecipazione di altri enti pubblici, organizzazioni del territorio e fondazioni.
Processo ed esiti
A novembre 2025 si sono aperti i tavoli di co-programmazione territoriali, in cui circa 90 rappresentanti del fronte pubblico e 60 esponenti degli ETS si sono suddivisi per distretto per analizzare concretamente bisogni, sfide e risorse attorno a tre assi fondamentali del BdS: lavoro, abitare e socialità.
I partecipanti hanno individuato le criticità storiche del sistema, evidenziando l’urgenza di superare la frammentazione tra ambito sanitario e sociale, e di abbattere le barriere amministrative dei budget non condivisi o la mancanza di figure chiave di raccordo come il case manager. A fronte di queste sfide, il territorio ha risposto proponendo soluzioni concrete e innovative, tra cui:
- allargamento delle reti attoriali con cui collaborare;
- sperimentazione di nuove figure capaci di operare raccordi tra risorse abitative e bisogni sociali, e tra opportunità lavorative e di inserimento e persone seguire dal BdS;
- discussione di strumenti per migliorare la collaborazione tra fronte sanitario e fronte dei servizi sociali (percorso già attivato per le Linee di indirizzo metropolitane);
- introduzione di meccanismi di incentivo e valorizzazione con l’intento di stimolare la nascita di sinergie orizzontali non solo tra cooperative, ma anche tra e con gli attori esterni alla rete, premiando la capacità del privato sociale di generare legami comunitari e alleanze territoriali inedite;
- strutturare coordinamenti periodici tra cooperative ed enti pubblici per consentire di mettere a modello, condividere e diffondere in modo sistemico le migliori prassi già sperimentate con negli altri distretti;
- progettazione di momenti formativi congiunti in modo da costruire un linguaggio comune, allineare le culture organizzative e promuovere una reale mentalità collaborativa.
Come esito del percorso, si è deciso di operare su due fronti:
- revisione del bando con l’integrazione di elementi e figure innovative individuati durante la co-programmazione
- attivazione di percorsi di co-progettazione su obiettivi specifici, su proposta di dipartimenti e territori con l’obiettivo di ampliare reti collaborative, risorse e dunque l’offerta complessiva

In conclusione, l’esperienza condotta evidenzia come l’articolo 55 del Codice del Terzo Settore rappresenti uno strumento efficace per ridefinire la programmazione dei servizi pubblici. Tuttavia, la sua applicazione richiede una valutazione attenta delle capacità organizzative, della complessità dei contesti territoriali e delle alleanze necessarie per mobilitare nuove risorse. L’innovazione nei servizi alla persona si concretizza nella capacità di generare valore rispetto ai bisogni emergenti, garantendo al contempo fattibilità e sostenibilità gestionale. I risultati emersi da questo percorso tracciano così una direzione chiara per la riprogettazione del Budget di Salute, combinando la tenuta del sistema con un’evoluzione progressiva degli strumenti collaborativi.
Durata:
2024 – 2025
Cliente:
Azienda USL di Bologna